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User Experience

La User Experience: un viaggio insieme al consumatore

La User Experience: un viaggio insieme al consumatore

Vi è mai capitato di sentir parlare di User Experience?

Questa espressione (e la relativa sigla UX) è stata introdotta da Donald Normar nel corso degli anni Novanta. Il termine viene spesso utilizzato erroneamente: si pensa infatti che abbia a che fare esclusivamente con app o siti web, dimenticandosi in realtà che la sua accezione è molto più ampia.

Secondo l’International Organization for Standardization (ISO) la User Experience comprende tutte le «percezioni e reazioni che derivano dall’uso o dall’aspettativa di utilizzo di un prodotto, sistema o servizio». La User Experience è qualcosa di soggettivo e comprende tutte le fasi di interazione tra l’utente e il brand.

Pensate al momento in cui mentre state camminando sul marciapiede una vetrina attira particolarmente la vostra attenzione: siete incuriositi e se la disposizione dei prodotti è di vostro gradimento entrate e iniziate a gironzolare tra gli scaffali. Cosa succederebbe se al suo interno trovaste migliaia di vestiti letteralmente lanciati sui banconi, senza un minimo di ordine o abbinamento? La vostra idea del brand cambierebbe immediatamente, così come quella di un brand con un pessimo servizio di assistenza o un sito complicato e incomprensibile!

Fattori che influenzano la User Experience:

1. Utilità

Penso non ci sia molto da aggiungere, un prodotto viene acquistato quando soddisfa una necessità o un desiderio.

2. Credibilità

Tutti i brand comunicano le loro caratteristiche e fanno promesse ai loro utenti; è essenziale che le caratteristiche corrispondano alla realtà e che il consumatore non rimanga deluso dalle aspettative. Questo avrebbe sicuramente un impatto devastante sul brand, la coerenza è alla base del rapporto con i propri consumatori.

3. Desiderabilità

Quando comunichiamo i prodotti o i servizi dobbiamo prestare molta attenzione alla brand image, alla componente estetica. È come la storia del calzolaio con le scarpe rotte. Nessuno si sognerebbe di affidarsi ad un brand con una pessima brand image.

4. Aspettative

Questo aspetto è molto delicato poiché comprende anche lo stato fisico e psicologico dell’utente nel momento in cui si affaccia al brand e incide in maniera positiva o negativa sulla sua percezione. A questo si aggiungono le esperienze passate dell’utente, le sue competenze e il posizionamento del nostro brand rispetto ai competitor.

5. Contesto d’utilizzo

Altro fattore che incide sulla percezione del brand. A seconda del luogo e del contesto in cui il nostro prodotto verrà utilizzato, potremo ottenere un feedback positivo o negativo. Mi spiego meglio: se sono un produttore di auricolari e il mio consumatore deciderà di utilizzarle in un contesto caotico, otterrò sicuramente una recensione diversa rispetto a quando verranno utilizzate comodamente sul divano quando in casa non c’è nessuno.

6. Accessibilità e fruibilità

Un prodotto deve essere accessibile a persone con qualsiasi tipo di difficoltà (motoria, tecnologica…).

Quando pensiamo ai nostri prodotti o servizi dobbiamo essere in grado di anticipare e soddisfare quegli elementi e requisiti che rendono l’esperienza dell’utente un viaggio piacevole da intraprendere.

Se riusciamo a studiare la facilità d’uso, la percezione di insieme, il visual design, i testi e il layout, la performance siamo già un passo avanti rispetto ai nostri competitor e riusciremo a posizionarci all’interno della mente dei nostri consumatori.

Dobbiamo creare un’esperienza positiva, far percepire i valori, suscitare emozioni e andare oltre l’usabilità di un prodotto.