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Sanremo è finito, ma come è andata davvero sui social?

Sanremo social

Il Festival di Sanremo più strano di sempre, anche più del duo Morgan e Bugo, è terminato ormai da qualche giorno, eleggendo i Maneskin (termine che sta a significare “luna piena” in lingua danese) come vincitori e veri portatori di una rivoluzione.

È stato un festival particolare, ma di sicuro anche il più commentato sui social come ha sottolineato Amadeus già dalla seconda serata, non potendo elogiare i numeri di share televisivo in netto calo rispetto all’edizione precedente.

Ma forse, nel momento più assurdo delle nostre vite, era tutto molto comprensibile…

Sommario

Aspetta, ma in che senso il più commentato sui social?

Forse è arrivato il momento di analizzare sul serio questo fenomeno.

Trash Italiano: il non luogo dove tutto fa tendenza

Diciamoci la verità, l’intero spettacolo sembrava studiato, preparato e messo in scena per finire sul feed Instagram più commentato e condiviso dagli italiani: Trash Italiano.

E in fondo, era quello che ci aspettavamo anche noi. Ad ogni scivolone di Amadeus e compagni, eravamo incollati ai nostri smartphone in attesa del contenuto rivisitato o il meme perfetto da condividere e commentare.

È qui che avviene la magica connessione tra media tradizionali e new media.

Questo scenario, però, fa emergere un dato che ormai è sotto gli occhi di tutti: un evidente calo dei contenuti. Oppure siamo talmente abituati a tutto questo che non siamo in cerca di qualcosa di diverso. La morale della favola è che per i cinque giorni di Sanremo tutto si trasforma in Instant Marketing, in un’occasione di visibilità che generi engagement e quel pizzico di awareness che non sempre genera i risultati aspettati.

Il festival più commentato? Assolutamente sì, ma non è tutto oro quel luccica.

Chiara Ferragni: chi per la prima volta sbaglia un colpo

La regina delle Influencer, o meglio l’imprenditrice digitale tutta Made in Italy, questa volta non ha convinto proprio tutti come con gli annunci in stile #iorestoacasa.

Il suo ultimo sabato sera lo ha trascorso spronando la sua non proprio piccola community (23 mln di follower) a votare in massa suo marito Fedez in gara con Francesca Michelin, che fino a quel momento non aveva mai respirato l’aria da alta classifica. Interviene il Codacons, gli utenti si indignano ed è subito polemica: c’era davvero bisogno di incidere così sul telefono?

Questo caso, però, ci fa capire davvero la posizione di forza della Ferragni, che è davvero in grado di spostare degli equilibri non da poco, tanto che Fedez e la Michelin si piazzano secondi.

Come sarebbe andata senza le sue 19 stories?

Chiedetelo al duo Colapesce e Di Martino, che tramite le loro stories hanno invitato personaggi come Kim Kardashian e Kanye West a fare il tifo per loro, senza però ricevere alcuna risposta.

Sanremo Ferragni

The Jackal: chi invece non sbaglia un colpo

Sono bravi, giovani, carismatici e si evolvono anno dopo anno, video dopo video. E soprattutto non sono Politically Correct, non ce ne vogliano i fan di Annalisa e Ermal Meta. Ma la compagine napoletana è il perfetto esempio di quando un piano editoriale basato sul real time funziona e anche benissimo.

Il loro divano è un po’ come il divano di casa nostra, tra cianfrusaglie, calici di vino e tanta ironia sui cantanti in gara.

La loro arma vincente è senza dubbio quel fenomeno chiamato Human Telling, che permette di creare empatia con gli utenti, cosa che ad oggi in molti fanno fatica a comunicare.
Dal riassunto della puntata su YouTube al podcast su Spotify

La diversificazione dei contenuti abbinata ad una strategia totalmente Multichannel, si adatta perfettamente alla vasta fanbase distribuita sui vari canali, permettendo all’utente di scegliere il contenuto che è più nelle sue corde.

Come direbbe Borghese: voto diesci, anche quest’anno.

Sanremo The Jackal

Donne, fiori e palloncini: sui social tutto fa polemica

Ammettiamolo, sono stati giorni di fuoco e non c’è stata una mattina senza le solite polemiche.

Direttore o direttrice?
Fiori alle donne o fiori anche agli uomini?
Poltrone vuote o palloncini con forme strane?

 
Tutto è spettacolarizzazione dell’evento.

Il problema grave, però, è il nostro accesso parziale alle informazioni in contrapposizione invece all’accesso molto rapido alla tastiera del nostro smartphone. E così i contenuti viaggiano in rete, le polemiche si alimentano e il pubblico si divide in schieramenti.

 
Perché se gli stadi sono vuoti, sui social le tifoserie si sprecano.

Ed è proprio Facebook il luogo in cui tutti diventiamo Boomer e siamo sempre alla ricerca del dibattito, spesso sotto articoli di grandi testate o sui profili di importanti opinionisti (se ci stai leggendo, ciao Selvaggia!).

Quindi cari Millennials, ci siamo iscritti a Facebook nel 2008 giurando solennemente di abbandonarlo. La realtà è che siamo ancora lì, più agguerriti che mai.

Il Festival è finito e per un attimo abbiamo respirato un po’ di normalità, perché Sanremo è Sanremo anche in tempi di Coronavirus.

  • Sui social è andata come l’anno scorso se non peggio, ma non poteva andare diversamente dopo un anno trascorso sempre sul filo della zona rossa.
  • Sul palco, invece, si è vista una ventata di aria fresca e qualche scivolone, per cui nulla di nuovo.
E come ogni anno è proprio il caso di citare il più classico dei luoghi comuni:
Sanremo era meglio l’anno scorso.

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